martedì 20 settembre 2011

Tempeste

I temporali mi spaventano, eppure li trovo terribilmente affascinanti. Quando qualcuno inventò il concetto del Sublime aveva fottutamente ragione, più una cosa è terrificante, più diventa terrificantemente attraente. Rouge si va a nascondere quando sono troppo forti, come adesso...Mentre io mi limito a cercare una tettoia bella larga dove sedermi e godermi lo spettacolo, con quel misto di ansia, paura e magnificenza che ti si ferma in gola e non scende finchè il temporale non se lo porta via. E per quanto ogni volta che una tempesta se ne va ti si alleggerisca il petto, ti dispiace che quell'insieme unico di emozioni si sciolga ed evapori, disciolto nelle pozzanghere per strada.
Stasera tuona da morire, tremano anche i doppi vetri delle vetrine per strada. Rouge si è finalmente decisa a uscire da sotto la macchina dove si era nascosta. Per quanto possa avere paura, l'aria di tempesta piace anche a lei...
Certo che a pensarci un momento, non ha tutti i torti chi dice che l'amore è come una tempesta, alla fine credo che non sia troppo diverso dal trovarsi dentro un temporale ciò che si prova quando si incontra una persona speciale. Il misto di ansia e paura che sta li, facendoti balbettare, dire cose senza senso, sorridere senza motivo; e quando quella persona se ne va, svanisce ogni ansia, per lasciare il posto ad un solievo che, probabilmente, preferivi non arrivasse.
Oggettivamente mi piace pensare che una persona possa essere come una tempesta, con i pro e i contro che ciò comporta. Le persone possono essere devastanti, sia nel bene che, soprattutto, nel male...
Non credo di volermi mai trovare in situazioni dove le persone a me vicine non mi trasmettano emozioni, anche se, per qualche ragione, spesso e volentieri mi sembra che su di me ci sia un cielo grigio senza sfumature, che lascia cadere una pioggerella quasi impercettibile che ti lascia solo indifferente. In quei casi vorrei che un raggio di sole prepotentemente aprisse quelle nuvole tutte uguali, colpendomi in pieno viso per svegliarmi.

Il temporale ormai è passato, non si sentono più nemmeno i tuoni; Rouge mi si è addormentata in braccio, piccola..Deve essersi presa un bello spavento stavolta. Penso proprio sia il caso di riposare prima che riprenda a tuonare.



Noire

domenica 18 settembre 2011

Da dietro il velo

Ci sono momenti in cui mi domando cosa provi quando balla. Viaggiando insieme si scoprono tante cose della persona che si ha accanto, ma alcune restano sempre dei misteri. Ogni tanto Noire si confida, parla di lei, di ciò che pensa, delle idee che si è fatta della vita...Una volta mi lasciò perplessa, mi raccontò che spesso e volentieri, si sente come sdoppiata, come se una parte di lei vivesse e l'altra stesse a guardarla vivere, due parti separate da un velo impenetrabile. La cosa che mi colpì di più, fu che lei si sentiva quasi sempre dalla parte che osservava, e raramente quella che viveva.
Non mi è mai capitato di sentirmi cosi, ma immagino che sentirsi spettatore e non protagonista della propria vita non faccia un bell'effetto...Di certo non quando si è una persona attiva e partecipe come Noire.
Ricordo che mi disse "Mi sembra quasi di vivere a metà. Provo un'emozione, e sento che potrei provarla due volte più intensamente, ma non ci riesco...O almeno credo di non riuscirci." ed io non seppi bene cosa risponderle.
A volte il suo sguardo pare proprio assente; sembra che quel velo trasparente sia proprio lì di fronte a lei, ma che non lo riesca ad attraversare.
Io credo, che quando balla Noire non ha veli, ne segreti. Forse è l'unico momento in cui è pienamente e solo se stessa, in cui non pensa, ma danza e basta, seguendo la musica ed il fuoco che ha dentro e facendolo esplodere nelle piazze delle città.
Ha finito. Ora come sempre si siederà a terra, conterà gli spiccioli e sbufferà dicendo che basteranno giusto per la colazione e invece ci pagheremo anche pranzo e cena.
"Stavolta mi sa che saltiamo il pranzo Rouge."
"Dici?"
"Bah...Andiamo a dormire dai."
"Ok..."
"Che hai?"
"Nulla, mi chiedevo a cosa pensi quando balli."
"Non penso. La musica pensa per me."
"..."



Rouges